Mosteiro de Santa Maria da Vitória

Il convento di Santa Maria della Vittoria fu fatto edificare da D. João I (Giovanni I del Portogallo) per sciogliere il voto fatto alla Vergine prima della battaglia contro Juan I (Giovanni I di Castiglia) nella piana di Aljubarrota, uno degli episodi più importanti della storia portoghese, che assicurò l’indipendenza del Paese.

Re João I fondò nella stessa località un nuovo centro abitato cui fu imposto il nome di “Batalha”.

 

Batalha, Santa Maria della Vittoria: facciata e Cappella del Fondatore particolare del portale d'ingresso

A Ingresso

B Cappella del Fondatore

C Chiostro Reale (Chiostro di D. João I)

D Chiostro di D. Afonso V

E Sala del Capitolo - Tomba del Milite Ignoto

F Cappelle incompiute (Capelas Imperfeitas)

G Ex Refettorio - Museo del Milite Ignoto

H Ex cantina dei frati

I Crociera

Batalha, Chiesa e Monastero di Santa Maria della Vittoria: planimetria
 

La vasta ed elaborata struttura della chiesa e del convento ebbe inizio circa due anni dopo la battaglia di Aljubarrota (1385), e si protrasse per circa due secoli con aggiunte e modifiche senza mai pervenire a completo compimento e le Capelas imperfeitas (Cappelle incompiute) ne sono chiara testimonianza.

L’intero complesso, realizzato in pietra bianca di Porto de Mós, diventata giallo ocra nel corso dei secoli, si articola su differenti e maestosi ambienti, alcuni arditamente edificati, come la Sala Capitolare [E] dall’ampia volta senza sostegno centrale, dove riposano le spoglie del Milite Ignoto portoghese morto nella Prima Guerra Mondiale. La costruzione della chiesa abbaziale di Santa Maria della Vittoria di Batalha, assieme al felice esordio della dinastia di Aviz, con l'introduzione del cosiddetto stile "manuelino" segna il passaggio ad una connotazione prettamente portoghese del puro stile gotico d'origine francese.

Progettata e curata da Afonso Dominguez dal 1387 al 1402, successivamente diretta dall'architetto Huguet, di probabile origine inglese fino al 1437-38, l'abbazia presenta proporzioni vistose (lunghezza 120 metri, larghezza 35, altezza 32) di poco inferiori a quelle di Notre-Dame di Parigi, e una pianta a T di tradizione monastica. Conforme alla regola domenicana, non possiede campanile. Alla svettante e ridondante verticalità della chiesa gotica, espressione di un forte misticismo religioso che si esprime in questa simbolica proiezione verso il cielo, impreziosita ed arricchita dal locale contributo dello stile "manuelino", si affianca la pacata e più terrena direttiva orizzontale, almeno nell'aspetto esteriore, del convento e delle sue pertinenze. L'ingresso alla chiesa [A] avviene attraverso un maestoso portale decorato con ben 78 statue, disposte in sei ordini per lato, rappresentanti re dell'Antico Testamento, angeli, profeti e santi, ognuna sotto un proprio baldacchino. Sulla strombatura, da entrambi i lati, sono gli apostoli che calpestano dei diavoli incatenati. Nel timpano, sotto un articolato e ricco baldacchino, la figura del Cristo assiso sul trono, attorniato dai quattro evangelisti.

particolare del Cristo sul trono
portale d'ingresso   navata centrale
 

L'interno del tempio,a differenza dell'esterno ricco di pinnacoli, archi rampanti e balconate ricamate, si presenta decisamente più sobrio e maestoso per l'imponenza delle tre navate, del transetto e delle cinque piccole absidi.

 

Capela do Fundador

Accostata al muro esterno della navata di destra si apre la Cappella del Fondatore [B] (1426-34), una splendida sala a cupola ottagonale con il soffitto raffigurante le stelle, che contiene il monumento funebre di Giovanni I e di Filippa di Lancaster giacenti nello stesso sarcofago collocato al centro, mentre tutto intorno, sotto archi di stile fiammeggiante, sono disposte le tombe dei figli Fernando, Giovanni, Enrico il Navigatore e Pedro. La chiesa è infatti il mausoleo della dinastia degli Aviz. Sull'alto sarcofago le sculture affiancate dei sovrani, ciascuno sotto un ricco baldacchino, mano nella mano protraggono in eterno il legame che li tenne uniti sulla Terra.

 

Claustro Real

Ma l'ambiente più suggestivo dell'abbazia è il Chiostro Reale, noto anche come Chiostro di D. João I [C], progettato da Diogo Boytac (morto nel 1528) e realizzato sotto la direzione dell'architetto Fernão de Évora fra il 1448 e il 1477. I porticati, lunghi ciascuno 50 metri, presentano una serie di archi ogivali velati dall'alto fino al piedritto da una grata marmorea di finissimo senso decorativo gotico misto al gusto islamico, aggiunta successivamente da Mateus Fernandes, retta ciascuna da cinque esili colonnine, tranne nell'accesso al giardino, dove una "licenza architettonica" le riduce di una unità per consentire il passaggio. Tutt'intorno, sul piano di copertura un tipico terrazzo balaustrato stende le sue cortine dal freddo intaglio tra un pilastro e l'altro.

Chiostro Reale: giardino e porticato

Chiostro Reale: porticato

Nell'intreccio di pietra traforata del Chiostro Reale è presente tutto il repertorio decorativo dello stile manuelino: gigli, fiori di loto, foglie di alberi immaginari che evocano terre lontane, funi, croci dell'Ordine di Cristo e sfere armillari.
Chiostro Reale: particolare con sfera armillare
 
Chiostro Reale: particolare con croci
   

Lavatório

In un angolo del cortile, sul lato nord-occidentale del porticato, un ricco padiglione dalle arcate ogivali tutto fremiti nei taglienti profili architettonici, velato a mezz'altezza da una mantovana marmorea traforata sorretta da sottili colonne, protegge un'artistica fontana con vasche polilobate su tre livelli, quelle superiori sorrette da basse colonne, vaga riminiscenza di analoghi impianti moreschi, illuminata dal chiarore dorato filtrante attraverso l'intricato disegno delle maglie della cortina lapidea. Realizzato da Mateus Fernandes, nonostante la ricchezza delle decorazioni che a prima vista potrebbero confondere ed opprimere è, invece, di una bellezza ed un'armonia difficile da descrivere.

   

Claustro D. Afonso V

Questo chiostro [D], sobrio e lineare nell'aspetto, fu edificato accanto al Chiostro Reale e fu costruito in stile gotico con archi a doppia cuspide sostenuti da una colonna centrale fra massicci pilastri sporgenti. Il terrazzo sopra il porticato presenta una leggera copertura spiovente sostenuta da sottili colonne ad intervalli regolari. Venne realizzato nella seconda metà del XV secolo dall'architetto Fernão de Évora in netto contrasto con il roboante manuelino del vicino Chiostro Reale. Sulle volte del porticato sono scolpiti gli stemmi di Alfonso V.

 

Capelas Imperfeitas

Dietro le cinque absidi della chiesa una struttura rimasta incompiuta [F], separata dal resto del monastero, nelle intenzioni del suo committente, re Edoardo I del Portogallo (1433–38) avrebbe dovuto svolgere la funzione di secondo mausoleo dinastico per sé e la sua progenie (Panteão de D. Duarte) ma solo lui e la moglie Eleonora d’Aragona vi furono tumulati.

Edificata su disegno originale dell’architetto Huguet fu modificata in corso d’opera, specialmente per mano di Mateus Fernandes, tumulato nella chiesa, che nel 1520 la arricchì secondo la variante decorativa manuelina. La sala ottagonale, larga 30 metri, senza cupola, si articola a sua volta in sette cappelle a pianta esagonale ed in un vano centrale con uno strabiliante portale d'accesso. La loggia di copertura, aggiunta nel 1523 ad opera dell'ar-chitetto João de Castilho, fu probabilmente ideata come "coro" durante le funzioni funebri e commemorative .

Il grandioso portale d'accesso, una delle prime realizzazioni dello stile "manuelino" nella storia dell'arte portoghese, è costituito da una successione di archi e colonne molto sottili e minu-ziosamente decorate che si aprono come le quinte di un proscenio per mostrarsi allo stupito visitatore in tutto il loro splendore. Sontuosi volants di marmoree trine e merletti pendono dalla volta fortemente segnata da arcuate modanature concave e convesse intrecciate fra loro. Ai lati sottili colonne inframmezzate da stipiti incredibilmente traforati con funi, foglie e decorazioni varie, intrecciate, arrotolate, e sui pilastri lanterne e baldacchini lavorati di fino bulino.

Cappelle incompiute aperte alle intemperie

Cappelle Incompiute, portale: particolare dell'arco
Cappelle Incompiute, portale: particolare del pilastro
Cappelle Incompiute:particolari delle colonne e dei pilastri

L'intero complesso è stato dichiarato dall'UNESCO nel 1983 Patrimonio Mondiale dell'Umanità .