Il Gallo di Barcelos

Narra la leggenda che un pellegrino portoghese, forse un mercante, diretto a Santiago di Conpostela, giunto nella cittadina di Barcelos, al confine con la Galizia, per trascorrere la notte in una locanda, sia stato ingiustamente accusato dall’oste di un crimine che non  aveva commesso. Cronache differenti parlano di furto, altre di omicidio. Comunque sia, tutte riferiscono della condanna alla pena capitale dello sventurato. Senza alibi e con tutte le corcostanze contro, a nulla valsero le sue vibranti proteste d'innocenza.

Dopo aver implorato l'aiuto di San Giacomo ed essersi affidato alla Divina Provvidenza l'uomo chiese come ultimo desiderio di essere condotto alla presenza del giudice; davanti al magistrato assiso ad una tavola riccamente imbandita, con un grosso gallo arrosto al centro della mensa, il condannato proclamò nuovamente la sua innocenza e, rivolto al Cielo, affermò che a sostegno delle sue affermazioni il gallo si sarebbe sollevato ed avrebbe cominciato a cantare. Le conseguenti reazioni di scherno e derisione dei commensali furono, però, immediatamente soffocate all'avverarsi del fenomeno. Il gallo balzò su e con un sonoro chicchirichì salvò la vita del povero pellegrino.

Un'altra versione riporta con più verosimiglianza il canto di un gallo vivo contenuto in un paniere posseduto da uno spettatore durante il processo contro un invitato accusato del furto di un prezioso oggetto d'argento durante un banchetto offerto da un ricco proprietario di Barcelos. Al momento dell'invocazione da parte dell'imputato a testimonianza della sua innocenza, il pennuto animale avrebbe cantato scagionadolo dall'accusa e salvandolo da sicura condanna.

Da allora il simpatico bipede, emblema di fede, giustizia e buona sorte, è assurto a simbolo del Portogallo. Esemplari di ceramica colorata decorati con simboli e cuoricini di varie dimensioni sono in vendita in tutti i negozi di souvenirs del Paese. [Francesco Conte]

 

 



accessi dall'1-01-2004

 

 

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