25 Aprile 1974, ore 00.29
Inizia il conto alla rovescia che porterà alla caduta del regime fascista portoghese. In vari punti del paese, le forze militari aspettano il segnale per dare inizio alle operazioni.

 

Cronologia degli avvenimenti

 

Un primo allerta è lanciato il giorno 24 alle ore 22.50 attraverso la diffusione dalle principali radio portoghesi di una canzone di Paulo de Carvalho dal titolo "E depois do Adeus".

Alle 00.29 del 25, la principale radio portoghese, Radio Renascenca, trasmette la canzone di Jose' Afonso, "Grândola Vila Morena", vietata dal regime; è il segnale definitivo.

Tra le 00.30 e le 03.00 si registrano le prime manovre militari decisive per il successo finale del golpe capitanato dal M.F.A.

Le truppe dell’Escola Pratica de Cavaleria de Santarem, dopo aver arrestato il comandante della caserma, avanzano verso Lisbona e non incontrano resistenza. Simultaneamente si verificano movimenti militari da Mafra, Tomar, Figueira da Foz, Lamego, Estremoz, Vendas Novas, Viseu e dalla Regione Militare di Lisbona (5° Cacciatori e 7° Cavalleria).

Alle 00.30 vari punti nevralgici della capitale vengono simultaneamente occupati. Viene interrotta la circolazione nell’Avenida Marques da Fronteira e alcune centinaia di militari armati escono dalla caserma del 5° Reggimento Cacciatori dirigendosi in due direzioni: verso la sede della Radio Clube Portugues e verso la sede del Comando Militare di Lisbona (Quartier Generale dello stesso reggimento) in Rua S.Sebastiao da Pedreira. Considerato obiettivo prioritario, la sede della radio è occupata da 8 ufficiali dell’Aeronautica e dai militari del 5° Cacciatori, comandati dal Maggiore Costa Neves. Nello stesso momento militari della Scuola Pratica di Amministrazione Militare comandati da ufficiali della caserma di Campo Grande di Lisbona, penetrano, dopo sporadici tentativi di resistenza da parte delle forze di polizia (PSP) nella sede della televisione di Stato (RTP) in Lumiar (quartiere periferico di Lisbona). Anche l'aeroporto viene circondato e occupato e successivamente chiuso al traffico. Stessa sorte tocca alle sedi della Radio Nazionale (Emissora Nacional) e della Radio Marconi.

 

Alle 04.20 il M.F.A. diffonde attraverso i microfoni della Radio Clube Portugues il comunicato n° 1 alla popolazione:

 

" Qui posto di Comando delle Forze Armate.

 Le Forze Armate portoghesi rivolgono un appello a tutti i cittadini di Lisbona di rimanere in casa e di conservare la massima calma.

Sperando sinceramente che questa ora così grave e importante non sia tristemente segnata da qualsiasi incidente a persone, il Comando delle F. A. fa appello al buon senso, affinché sia evitato qualsiasi confronto con le Forze Armate. Tali confronti oltre che non necessari, potranno solamente causare danni individuali che causeranno lutti e divisioni tra portoghesi e questo si deve evitare a qualsiasi costo. Nonostante questa espressa preoccupazione e volontà nel non voler spargere nemmeno una goccia di sangue portoghese, ci appelliamo allo spirito civico e professionale della classe medica, sperando nel suo aiuto negli ospedali in uno spirito di collaborazione pur ribadendo l'auspicio che tutto ciò non sia necessario".

 

Subito dopo viene emesso il comunicato n° 2:

 

"A tutti gli elementi delle forze militari e di polizia.

Il Comando del M. F. A. consiglia la massima prudenza al fine di evitare qualsiasi scontro pericoloso. Non abbiamo la minima intenzione di spargere sangue a meno che questo non sia necessario a seguito di possibili provocazioni. Vi chiediamo pertanto di rientrare immediatamente nei vostri posti di comando aspettando ordini che verranno trasmessi dal M. F. A.

Saranno severamente giudicati tutti quei comandi che incitano i propri subordinati contro il M.F.A."

 

Verso le 06.30 vari aerei della Força Aerea Portuguesa, sorvolavano più volte Lisbona dove già dalle 05.30 unità della Escola Pratica de Cavaleria de Santarem, avevano occupato una delle principali piazze, ossia Praça do Comercio. Seguono alcuni comunicati che invitano la popolazione a rimanere nelle proprie case, i medici a tenersi a disposizione per eventuali necessità, la polizia (compresi i corpi speciali del regime) a mantenere l’ordine e le forze armate non coinvolte direttamente nelle operazioni ad evitare resistenze che possano causare spargimento di sangue.

Nel frattempo Lisbona comincia a svegliarsi e attraverso le radio capisce che qualcosa di molto importante sta succedendo. Si moltiplicano le notizie che dicono che la città è circondata da forze militari e tali notizie si alternano a marce militari e canzoni portoghesi. Milioni di portoghesi ascoltano dalle proprie radio musiche e canzoni dai titoli, per loro, molto significativi la maggior parte dei quali proibiti durante gli anni della dittatura. Finalmente si possono ascoltare le canzoni di Jose' Afonso, Jose’ Mario Branco, Adriano Correia, Sergio Godinho ecc.

Alle 08.30 la Radio Nazionale (Emissora Nacional) comincia per la prima volta a trasmettere i comunicati del M.F.A. La situazione è sotto perfetto controllo da parte delle forze rivoluzionarie che hanno occupato i punti nevralgici inizialmente pianificati e che cominciano a concentrare la loro azione nella zona del Terreiro do Paço-Praça do Comercio, dove si trovano i vari Ministeri. Cordoni militari circondano la zona sbarrando le strade d'accesso limitrofe come Rua da Alfandega, Avenida Infante D.Henrique, Rua dos Fanqueiros, Rua da Prata e Rua do Ouro.

Dai microfoni della Radio Clube Portugues vengono emessi altri comunicati nei quali sono spiegate le finalità delle azioni in corso e sono  ribaditi gli inviti precedentemente rivolti alle forze armate ed alla popolazione.

Dalle ore 08.45 operazioni militari, trattative e scaramucce fra le parti si protraggono per tutta la giornata, durante la quale si assiste alla fuga di alcuni ministri ed all’assedio, nel Largo do Carmo,  della caserma della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana), nella quale si era asserragliato il Capo del Governo Marcelo Caetano con alcuni membri del suo gabinetto e i militari a lui fedeli. Un ultimatum di resa agli assediati, con scadenza alle ore 17.00, è sostenuto da gran concorso di folla noncurante del pericolo, che manifesta la sua impazienza per il ritardo della resa di Caetano, mentre gran confusione regna nelle file dei fedeli al regime. Alle 18.00 il capitano Maia comunica alla popolazione, che presidiava il Largo do Carmo, la resa del Governo, ricevendo una grande ovazione di felicità. Il capitano ribadisce l’operato del Movimento in nome della libertà e della giustizia, col rigetto del ricorso a qualsiasi forma di giustizia sommaria. Alle 19.30, al grido di "assassini", Marcelo Caetano ed altre individualità governative lasciano la caserma del Carmo in un’ auto blindata.

Manifestazioni d’appoggio alle Forze Armate e d’euforia generale si rinnovano all’annuncio, attraverso un nuovo comunicato, della costituzione di una Giunta de Salvaçao Nacional.

 

" Considerando che alla fine di quasi 13 anni di guerra nelle terre di oltremare, il sistema politico vigente non e' riuscito a definire, concretamente e obiettivamente, una politica che conducesse alla pace i portoghesi di tutte le razze e credenze;

    Considerando il crescente clima di totale allontanamento dei portoghesi riguardo alle responsabilità politiche che gli spettano come cittadini per uno sviluppo della tutela dei propri diritti e doveri; considerando la necessità di sanare le istituzioni eliminando dal nostro sistema di vita tutti gli abusi di potere legalizzati; considerando che il desiderio delle Forze Armate è la difesa del Paese, così come la libertà civica dei propri abitanti; il M.F.A. sta compiendo la più importante missione civica degli ultimi anni della nostra storia e proclama alla Nazione la sua intenzione di attuare fino alla sua completa realizzazione un programma di salvamento del Paese e di restituzione al Popolo portoghese delle libertà di cui è stato privato.

   Con questo intento consegna il governo del Paese ad una Junta de Salvaçao Nacional, dalla quale esige, in accordo con le linee generali del programma del M.F.A. , che attraverso gli organi d'informazione sia dato conoscenza alla Nazione, nel minor tempo possibile ed in conformità al necessario adeguamento delle strutture statali, la convocazione di elezioni generali per la costituzione di una Assemblea Nazionale Costituente i cui poteri basandosi sui principi di rappresentabilità e libertà delle elezioni, permetteranno al Paese di scegliere liberamente la sua forma di vita sociale e politica. Certi che la Nazione è con Noi e che rispetto a questi obiettivi accetterà di buon grado il governo militare che governerà in questa fase di transizione, il M.F.A. appella alla calma e civismo di tutti i portoghesi e si aspetta dal Paese adesione ai poteri istituiti per il proprio beneficio. Sappiamo in questo modo di onorare il passato nel rispetto dei compromessi assunti di fronte al Paese e per Questo di fronte a terzi".

 

Nella Rua Antonio Maria Cardoso, intanto, si svolge l’ultimo atto della famigerata PIDE/DGS, l’odiata polizia segreta del regime, che si accanisce, ancora una volta criminosamente, contro la popolazione civile provocando un inutile spargimento di sangue.

Intorno alle 20.00 colpi di mitragliatrice sono esplosi da una finestra del palazzo: in terra quattro corpi, le ultime vittime della repressione mentre quasi 200 persone sono trasportate all'ospedale essendo state anch'esse colpite dagli agenti asserragliati. Poco dopo le 21.00, la Radio Clube Portugues, informa il Paese di quello che sta succedendo nella Rua A.M.Cardoso e allo stesso tempo annuncia che le forze militari sono in cammino per risolvere la situazione. Alle 22.00 un agente esce dal palazzo con le mani alzate, è disarmato dai soldati, ma, spaventato dalla folla che lo circonda, tenta la fuga; viene abbattuto da un colpo sparato da un militare della colonna ivi presente. Altri tre agenti usciti con le mani alzate sono subito presi e protetti dalla furia della moltitudine che desidera farsi giustizia  dei "pides" con le proprie mani. L’assedio dura tutta la notte, ma la mattina successiva alle 08.30 iniziano le trattative di resa che si concludono nell’ora seguente. Alle 09.30 il Maggiore Campos Andrade del M. F. A. con i suoi uomini entra nella caserma ed arresta i “pides”.

Alle 01.26 del 26 Aprile il Gen. Spinola presidente della Junta de Salvaçao Nacional, legge davanti alle telecamere della TV la proclamazione del MFA.

 

" In obbedienza al mandato fornitomi dalle Forze Armate dopo il trionfo in atto da parte del M.F.A., per la sopravvivenza nazionale e per il bene della Nazione, la Junta de Salvaçao Nacional che presiedo e costituita con l'imperativo compito di assicurare l'ordine e dirigere la Nazione per la definizione ed attuazione dei veri obiettivi nazionali, assume davanti alla stessa il compromesso di:

- garantire la libertà di espressione e pensiero - astenersi da qualsiasi attitudine politica che possa condizionare la libertà nelle elezioni, combattendo qualsiasi influenza esterna - definire le linee essenziali per l'attuazione di tali fini seguendo le norme elementari della morale e giustizia, assicurando ad ogni cittadino i diritti fondamentali definiti nelle dichiarazioni universali, facendo rispettare la pace civica e limitando l'esercizio della autorità per la garanzia delle libertà dei cittadini - rispettare i compromessi internazionali decorrenti nei trattati - dinamizzare il proprio compito di modo che, nel minor tempo possibile, il Paese possa governarsi per le istituzioni scelte di propria volontà

- devolvere il potere alle istituzioni costituzionali subito dopo che il Presidente della Repubblica entri nell'esercizio delle proprie funzioni".

 

Fu, nonostante il forte impiego di mezzi militari e l'occupazione di tutti i punti nevralgici del paese, un'azione militare incruenta, senza spargimenti di sangue a parte il vigliacco omicidio di civili da parte della terribile polizia segreta prima della sua resa.

Fu il risveglio di un popolo oppresso, che mano a mano che le ore passavano, sentendo la radio che trasmetteva cose fino ad allora proibite e comunicati che invitavano a rimanere nelle case e ad non accettare provocazioni, fece il primo gesto spontaneo di un popolo finalmente libero, ossia disubbidì al potere e scese in strada per festeggiare la sua libertà e la sua gioia.

 

 In Aprile a Lisbona le giornate sono già calde e i mercati sono pieni di fiori, garofani in particolare, e così a simbolo della libertà ritrovata e della voglia di smetterla con la guerra e le repressioni, i cittadini di Lisbona cominciarono a donare garofani rossi ai propri militari, molti dei quali li riponevano nelle canne dei loro fucili.

 

 

Quello divenne un altro simbolo della favola rivoluzionaria,

la rivoluzione dei garofani,

un simbolo che fece il giro del mondo invitando tutti a deporre le armi e a liberare i popoli oppressi.