I vecchietti "gialli" di Lisbona
Un tram chiamato "saudade"

I tram sono un vero "ex-libris" della città di Lisbona. Autentiche reliquie, che vivono come mezzi di trasporto e che, salendo e scendendo le sette colline sulle quali, a somiglianza di Roma, si fonda la città, conservano  gran parte delle memorie della capitale portoghese. È per questo che un quadro di Lisbona non può considerarsi completo senza uno di questi "vecchietti gialli" lisboetas. Insomma la tradizione...è ancora quella di una volta.

I tram di Lisbona, che per la loro peculiarità, a mezza strada tra il tram vero e proprio e la funicolare, sono chiamati elevadores, prima dell’avvento della trazione elettrica si spostavano per mezzo di un sistema di contrappesi ad acqua ed a vapore.  Ce ne sono diversi, ognuno con nome proprio: Lavra (1884), Glória (1885), Bica (1892), Santa Justa (1901). Altri sono stati soppressi con l’entrata in circolazione di vetture elettriche e di autobus, segnatamente, Estrela (1890), Chiado (1892), Graça (1893), S. Julião (1897).

Tutti gli elevadores, ad eccezione del  Santa Justa, a tragitto verticale, si spostano lungo piani inclinati, alcuni diritti, altri tortuosi, per stradine ripide e strette.

TRAM2.jpg Il tram vero e proprio, quello a percorso pianeggiante o con moderata pendenza, con scartamento di appena 900mm, è detto, invece, eléctrico.
   


 
Il tram, il mitico 28, ma anche il n°12, sale fino ad Alfama, sovrastando così parte del caseggiato di Lisbona e avvistando, sullo fondo, il Tejo azzurro; poi si arrampica da S. Bento fino ad Estrela, "strizzando l'occhietto" alla Basilica. Il tram fa visita alla Graça e ai Prazeres, con i suoi viaggi interminabili e giornalieri, transitando per vicoli larghi solo 4 metri, con raggi di curvatura inferiori ai 10 m e superando anche pendenze del 14,5 %. Sono così i tram di Lisbona, il mezzo di trasporto più romantico della capitale. Lisbona è una città lungimirante, che sta attuando  un dinamico processo di modernizzazione che abbraccia il presente e la proietta nel futuro, ma la presenza di questi simpatici trasporti le conferiscono un aspetto nostalgico. Attraverso le linee tortuose di Lisbona, i tram gialli salgono e scendono le sette colline, sempre sotto il comando del conduttore, una figura professionale che esiste ancora oggi ma che fa già parte dell'immaginario collettivo della capitale portoghese.
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La storia dei tram, proprietà dell'impresa Carris, si confonde con la stessa storia di Lisbona, visto che questi mezzi accompagnano la crescita della città. Tutto è cominciato il 17 novembre del 1873, quando fu inaugurata la prima linea di trasporti dell'impresa, tra la Stazione della Linea Nord ed Est (conosciuta oggi come stazione di Santa Apolónia) e l'estremo ovest dell' Aterro da Boa Vista, l'attuale Santos. Gli anni seguenti furono caratterizzati da una frenetica attività di costruzione della linea elettrica e, il 31 agosto del 1901 (quindi più di 100 anni fa...), si inaugurò il servizio regolare dei tram.

Con l'avvento dei tempi moderni e la necessità di una maggiore comodità e velocità nel trasporto, il tram è stato superato dall'autobus, fino all'inizio degli anni ' 90. In seguito, i responsabili dell'impresa, decisero di investire nuovamente nel tram, proprio perché rappresentava un simbolo di Lisbona, riflesso di una memoria che la città non voleva cancellare. Negli ultimi anni, l'impresa ha modernizzato e rimodellato i tram disponibili, con una operazione che consiste nella sostituzione totale delle parti meccaniche ed elettriche del veicolo, inclusi i motori, le trasmissioni, le sospensioni, i freni ed il controllo di velocità.

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Oltre ai vecchi tram, vero patrimonio della città, dal 1995 circolano nuovi tram articolati, mezzi biarticolati, costituiti da tre corpi, in acciaio inossidabile. I nuovi tram hanno una lunghezza di 24 metri ed una capienza per 210 passeggeri, dei quali 65 seduti. Con questi mezzi di trasporto più moderni, la velocità massima raggiunge i 70 chilometri l’ora. Un miglioramento vertiginoso, segnale dei tempi che corrono

[Silvana Urzini-Francesco Conte]