Le “TASCAS”


Ecco una vera e propria istituzione portoghese: la "tasca" (trattoria). Si mangiano cose fatte in casa; si bevono "ginhinhas" (liquore di amarene) o bicchieri di vino rosso fresco. Di lí si passa e ci si ferma. Ce ne sono varie a Lisboa.

La "tasca" è un luogo tipicamente portoghese. Sono spazi di piccole dimensioni, normalmente arredati in maniera grezza, semplice ma con una propria personalità. Qui si incontrano persone di vari tipi e caratteri.

Padri di famiglia, di passaggio tra il lavoro e casa, che si fermano per bere una "loirinha fresquinha" (biondina fresca, formula popolare per chiamare la birra alla spina), vecchi solitari che passano il tempo con "um copo de três" (bicchiere di vino rosso), gruppi di giovani che bevono ginginhas.

Le "tascas" (o "tascos", come sono chiamate in alcuni punti del Paese), di solito, sono spazi dove s’incontra la più gustosa cucina portoghese.

Tra i ristoranti raffinati o le "tascas" di Lisboa, c'è chi sceglie quest’ultime perché sa che i piatti sono più gustosi, più autentici, più genuini. "È cibo fatto in casa", garantiscono.

La "Tia Alice".
Il Bairro Alto è, per eccellenza, il punto con la maggiore concentrazione di "tasquinhas" nella città di Lisboa. Spazi frequentati di giorno dagli abitanti più vecchi del Quartiere, in cui tutti si conoscono, e di notte abitato da nottambuli, avidi di conversazione e di "bicchieri", per iniziare a vivere la notte che si vuole lunga e completa.

"Arroz Doce" è una delle più conosciute "tascas" del Bairro Alto. Questo è il nome ufficiale, ma la trattoria situata nella Rua da Atalaia, ha acquisito il soprannome fraterno di "Tia Alice", in onore della proprietaria.
La decorazione non è più quella originale, probabilmente non si è resistito alla tentazione di "modernizzare" il locale che è ancora un luogo di culto della notte lisboeta. Qui si sono bevuti molti bicchieri, si sono scambiate molte parole e si sono raccontate molte storie…

Ma lí vicino, nella Rua da Rosa, ci sone le "Catacumbas", dove si può bere del buon vino e si possono mangiare "bifanas" (panini con dentro una fettina di carne) con il pane cotto a legna. È una tasca a sorpresa perché in fondo c'è una sala nascosta dove si può ascoltare jazz. La clientela certamente non è la stessa. Anche i prezzi non lo sono.

Un altro punto per una fermata obbligatoria, lo possiamo trovare nella Rua S. Pedro de Alcântara, lo "Estádio", "tasca" così chiamata a causa dei quadri appesi alla parete che raffigurano lo Estádio Nacional. Di notte è sempre pieno fino ad arrivare quasi alla porta. Un vecchio "juke-box" riporta alla memoria vecchie canzoni che fanno piangere perfino le pietre del marciapiede.

L'incursione nel Bairro Alto termina nella Rua do Diário de Noticias, dove troviamo "Flor da Branca". Un bancone di marmo rovinato dal tempo, armadi di legno, utensili d’inizio secolo ed un vecchio orgoglio per la tradizione. Ecco la "tasca" nella sua forma migliore. E per chi ama i liquidi forti un suggerimento da provare: "traçadinhos", "abafados", "carajitos"!

Parlare di "tasquinhas" di Lisboa senza scendere verso il Rossio e dintorni e dimenticarsi di "Ginginhas" sarebbe un crimine.

La ginginha è una bevanda tipica lisboeta, liquorosa e forte. La ginginha, vera istituzione nazionale, ha reso fama ad alcune "tascas" sin dalla fine del secolo scorso. Da lì sono passati molti pensatori di questo secolo.

Ci sono varie ginginhas vicino a Rossio. Una così chiamata nel Largo di S. Domingos; la "Ginginha Popular", nella Rua das Portas de Santo Antão; la "Ginginha Sem Rival", nella stessa via; la "Ginginha-Rubi", nella Rua Barros Queirós e nell'Avenida da Liberdade. In queste Ginginhas, i gesti si ripetono meccanicamente. Si entra, ci si avvicina al banco di pietra, si chiede il prezioso liquore e si beve tutto in un sorso. A domani. [Silvana Urzini]