Lisbona
("Lisboa" in portoghese)

 


Di origine probabilmente fenicia,
Alis Ubbo
, "porto che incanta", fu successivamente nominata
Felicitas Julia
in onore di Gaio Giulio Cesare che nel 45 a.C. ne fece municipio romano, nota altresì come Olisippo
o Olisipone
( la leggenda attribuisce addirittura ad Ulisse la fondazione della città, da cui l'altro etimo Olissipone)
in seguito modificata
in Olissipona, poi Lissapona ed infine Lisboa.

Caduta in mano ai musulmani nel 716, vi rimase fino al 1147 quando vemme liberata a seguito della "Reconquista".



 

Curiosità

«Constat in Lusitania circa Olisiponem oppidum et Tagum amnem equas favonio flante obversas animalem concipere spiritum, idque partum fieri et gigni pernicissimum ita, sed triennum vitae non excedere»*, che nel parlar corrente suona come: «è noto che nella Lusitania nei pressi della città di Olisipone e del fiume Tago, le cavalle, stando girate nella direzione del favonio, assorbono un soffio vitale e da questo concepiscono un puledro che nasce velocissimo, ma che non supera i tre anni di vita».




*Plinio, Hist. Nat. VIII 166 - Einaudi, 1983, vol. II pag. 247.          
Lisbona si estende alla foce del Tago (Tejo in portoghese) su sette colli come Roma, al limite settentrionale dell'ampio bacino interno del fiume detto Mar da Palha (Mar della Paglia) per i riflessi dorati del sole nel fiume.
Due grandi ponti, il Ponte 25 aprile inaugurato nel 1966 ed il Ponte Vasco da Gama, inaugurato nel 1998 in occasione dell' Esposizione Universale Expo '98, collegano le due sponde del Tago.
Ponte 25 aprile - Foto Galak 76-Wikimedia Commons

Ponte Vasco da Gama - Foto Jos van Leeuwen-Wikimedia Commons


La città, semidistrutta dal disastroso terremoto del 1755 e dal susseguente maremoto che causò il crollo di quasi 10.000 case e la morte di circa 30.000 persone, seguito da un incendio devastante, riuscì a stento e con gravissimi sacrifici a riprendersi dalla profonda crisi economica nella quale era precipitata. Artefice della sua rinascita fu il marchese di Pombal che diede a Lisbona l'attuale aspetto urbanistico degno di una grande capitale europea. Strade ampie e diritte della parte centrale bassa, ricca di edifici monumentali ed ampie piazze, convivono con le stradine ripide e pittoresche delle zone più elevate e più antiche della città.
Una significativa rappresentazione di Lisbona prima del terremoto è data dal lungo pannello ad azulejos, lungo 36 metri, proveniente dall'ultimo palazzo del Conte di Tentúgal, conservato nell'omonimo Museo do Azulejo presso l'antico Convento de Nossa Senhora da Madre de Deus.
Nella figura il particolare del pannello riproducente il cosiddetto Terreiro do Paço, la futura Praça do Comércio, il "palcoscenico"di tutte le manifestazioni barocche del XVII secolo a Lisbona, dominato dall'imponente mole del Palazzo Ribeira. Terreiro do Paço, va aggiunto, è il punto di convergenza di tutte le prospettive del pannello.

Una seconda calamità, tempo dopo, si abbatté su Lisbona, quando nel 1988 un terribile incendio nel popolarissimo quartiere dello Chiado divorò in un immane rogo secoli di edilizia storico-artistica del posto. Il quartiere è stato successivamente restaurato dal noto architetto portoghese Álvaro Siza che ha aperto nuovi spazi e conferito novella digità a tutta la zona.

I vari quartieri della città (Bairros), come un gigantesco caleidoscopio dai mille colori, offrono al moderno visitatore un mix di tradizione e modernità, in grado di stupire ed appagare la richiesta delle più disparate sensazioni.

L'Alfama, il più antico quartiere di Lisbona sopravvissuto al sisma distruttivo del 1755, che si dispiega sul pendio racchiuso tra il Castelo de São Jorge (Castello di San Giorgio) ed il fiume Tago, conserva intatte tutte le suggestioni di un insediamento marinaresco, con strade strette e slarghi contenuti, facilmente difendibili da incursioni esterne. Il suo nome deriva dall'arabo Al-hamma, "fontane" o "bagni".
   
Foto Enrico Zacchetti- www.zackspace.net
L'Alfama dopo lo spostamento di tutte le attività mercantili ed artistiche nelle zone immediatamente a valle, molto più moderne e funzionali, divenne un quartiere povero in rapido declino. Nonostante ciò, è nel suo pittoresco labirinto di vicoli e piazzette che si manifesta l'anima più antica della città, con le sue "tascas" (osterie) dove si può gustare la vera cucina lisboeta ed apprezzare la malinconica saudade del "fado" d'ogni tempo.
Non mancano all'Afama edifici d'interssse storico, come la , La Cattedrale di Lisbona, la più antica della città risalente al XII - XIV secolo, il Convento da Graça (XVIII secolo) nei pressi del castello di São Jorge, residenza reale fino al XVI secolo, il Monastero di São Vicente de Fora con le sepolture dei re della casa di Braganza e la barocca Chiesa di Santa Engrácia (XVII secolo) oggi destinata alla sepoltura delle più importanti personalità portoghesi.
Dal Miradouro de Santa Luzia (terrazza panoramica) nei pressi della chiesa omonima, come in quello das Portas do Sol si possono ammirare splendide visioni della città e del fiume .

Il Bairro Alto, altro quartiere collinare di Lisbona fra i più antichi della città. Al contrario dell'Alfama è stato per secoli un quartiere ricco, abitato dalla classe aristocratica cittadina. Dal 1800 il quartiere si é aperto al popolo nascendo a nuova vita e finendo col divenentare il quartiere degli artisti e dei creativi, delle librerie e della moda, degli antiquari e dei ristoranti. È anch'essa una zona caratteristica come l'Alfama, con viuzze strette, palazzi seicenteschi ed una sua vivace vita notturna frequentata da artisti, giornalisti, politici e, specialmente il venerdì ed il sabato, da allegre comitive di giovani.

Il Bairro Alto è raggiungibile con l'Elevador da Gloria e l'Elevador da Bica (nella foto) uno dei più caratteristici mezzi di trasporto collinare di Lisbona, a mezza strada tra la funicolare ed il tram. A partire dai pressi della Praça dos Restauradores, il vagoncino dai vivaci colori bianco e giallo si arrampica lungo una stretta e ripida stradina fino al Miradouro de São Pedro de Alcantâra dal quale si può ammirare una meravigliosa vista dall’alto della cittá.
In cima alla salita, alla rua São Pedro de Alcantâra 45, all’interno di un palazzo settecentesco, c’è un insolito museo dedicato al "Porto", il tipico vino portoghese: è il Solar do Velho Porto, dove oltre alla visita delle sue sale si possono effettuare graditi e gustosi assaggi del prezioso nettare di Bacco.
Per i cultori del bello e dell'antico, alla stessa strada, merita senz'altro una visita l'antica chiesa di São Roque, del Cinquecento, all’interno della quale è custodito un vero gioiello barocco: la cappella di São João Baptista, completamente ricoperta di marmi, mosaici, lapislazzuli, ametiste e alabastro, capolavoro realizzato a Roma dal Vanvitelli e successivamente smontato e trasportato pezzo per pezzo in Portogallo.
Dalla parte opposta del Miradouro de São Pedro si trova il Giardino Botanico, il più importante d'Europa con le sue circa 2500 specie botaniche provenienti da tutto il mondo, dal quale si gode una spettacolare vista sul Tago.
Meno nota e pur di una certa importanza è anche l’Academia Das Ciencias, fondata nel 1799.


La Baixa, il quartiere pianeggiante tra le due colline dell'Alfama e del Bairro Alto, fu progettato e realizzato dal Marchese di Pombal, primo ministro di re José I, dopo il catastrofico terremoto del 1755. Con le sue strade rettilinee ed uniformi, gli edifici neoclassici e l'arredo urbano che la contraddistingue rappresenta il primo grande esempio europeo di ricostruzione pianificata di parte di una città. Nel suo scacchiere di strade parallele e trasversali hanno sede banche ed uffici. Lungo il loro tracciato, si aprono i negozi più prestigiosi ed i caffé alla moda, meta prediletta per uomini d'affari e turisti all'ora dell'aperitivo. Alcuni toponimi ricordano gli antichi mestieri praticati nella zona, rua da Prata, la via dei mercanti d'argento, rua do Ouro, la via degli orefici, ecc. La Rua Augusta, la principale della Baixa, completamente pedonalizzata, partendo dalla famosa Praça do Rossio sbocca, attraverso l'Arco Trionfale o Arco do Bandeira risalente al 1800, edificato su modello dei grandi archi trionafali romani, nell'altrettanto rinomata Praça do Comércio. Lungo l'animatissima Rua Augusta si incontrano ad ogni ora del giorno venditori di fiori e di castagne (squisite le grosse caldarroste ricoperte da una bianca patina di sale) ed artisti di strada che animano con i loro spettacolini la sosta di quanti affollano i tanti bar e ristoranti che si affacciano lungo questa via.
Rua Augusta, Lisbona. (Foto Osvaldo Gago - Wikimedia Commons)


Lo Chiado (pron. shiadu) a mezza costa tra la Baixa ed il Bairro Alto è il quartiere più elegante della città. Famosa la Rua Garret con le sue boutique alla moda, i vecchi caffè, le librerie, i teatri e le gioiellerie di lusso. Pesantemente colpito dall'incendio del 1988 è stato sapientemente ricostruito dal famoso architetto Álvaro Siza Viera. Solitamente frequentato dagli intellettuali alla fine dell'Ottocento ed inizio Novecento ha dato i natali al famoso poeta Fernando Pessoa; a perenne sua memoria, oltre a varie statue sparse nella zona, una originalissima raffigurazione plastica lo vede seduto ad un tavolo del bar A Brasileira, noto caffé storico della capitale portoghese. E se in questo bar è assai piacevole sorseggiare una bica, una tazzina di caffé, o sorbire ai tavoli all'esterno uno stimolante aperitivo, è ancora più gradevole gustare una prelibatezza nell'altrettanto rinomata Confeitaria Nacional, fondata nel 1829, situata nelle antiche scuderie dell'immenso palazzo dei conti di Valadares.
Il quartiere è raggiungibile, a partire dal Rossio, oltre che per la Rua do Carmo, anche mediante uno dei più caratteristici mezzi di trasporto di Lisbona: l'Elevador de Santa Justa, una tipica costruzione in ferro del 1902 realizzata da Raúl Mesnier de Ponsard, un ingegnere di origine francese seguace di Gustave Eiffel.
Tre belle chiese, Nossa Senhora de Loreto, Nossa Senhora de Encarnaçao e Nossa Senhora dos Martires, assieme ai ruderi del Convento do Carmo distrutto dal sisma del 1755, impreziosiscono il quartiere. Di più, passando attraverso le strade di Serpa Pinto si può vedere l’opera di Lisbona, il neoclassico Teatro de São Carlos. Il turista interessato può inoltre godere della migliore arte portoghese visitando il locale Museo do Chiado.

Di particolare interesse storico-archeologico la Praça ed il Convento do Carmo: la prima, nel 1974, ha visto partire dalla locale caserma la scintilla della "Rivoluzione dei Garofani" che portò alla caduta della dittatura, ed il secondo a perenne memoria del terremoto del 1755 nelle superstiti strutture della chiesa gotica ( 1389 - 1432).

Largo do Carmo,
foto Ruipedrocarvalho - Wikimedia Commons
  Igreja do Carmo,
foto Chris Adams - Wikimedia Commons    

Belém, un quartiere testimone e simbolo della passata grandezza del Portogallo, dove storia ed arte hanno raggiunto mete d'ineguagliabile valore. La toponomastica le rammenta tutte sintetizzandole, infine, nella vastissima Praça do Imperio e nel monumentale complesso della Igreja e del Mosteiro dos Jerónimos.
Praça do Imperio e Mosteiro dos Jerónimos
foto Fernando De Souza - Wikimedia Commons

La denominazione di Belém, italiano Betlemme, deriva dalla piccola cappella do Restelo, nella quale, si tramanda, pregarono la notte del 7 luglio 1497 alla vigilia della partenza alla scoperta della rotta per l'India, Vasco da Gama ed il suo equipaggio invocando la protezione della Madonna durante la loro impresa. Da quì partirono tutte le spedizioni marittime all'epoca delle grandi scoperte: la Torre di Belém ed il Padrão dos Descobrimentos, fatto erigere nel 1960, per i 500 anni della morte di Enrico il Navigatore, ne rammentano ai posteri la gloria.
Nella grande Praça do Imperio si affaccia pure il moderno Centro Culturale, progettato dall’architetto italiano Vittorio Gregotti, comprendente, al suo interno, il Museo Berardo di arte moderna e contemporanea, nel quale si possono ammirare opere d’arte del XX e XXI secolo, da Picasso a Moore, collezionate dall’imprenditore portoghese José Berardo.
Per i golosi non può mancare una visita con sosta all' Antigua Casa dos Pasteis de Belém, per gustare i tradizionali e deliziosi dolci che produce dal 1837 ed ammirare le artistiche decorazioni ad azulejos al suo interno.