LA LETTERATURA PORTOGHESE

 

La storia della letteratura portoghese può essere divisa in 5 grandi periodi a partire dal Medioevo fino ai giorni nostri.

   Periodo medievale. I primi testi sono rappresentati dalle liriche d’amore di autori sia galeghi che portoghesi contenute nel Cancioneiro da Ajuda (così detto dal nome del palazzo reale nella cui biblioteca si conserva, a Lisbona), nel Cancioneiro da Vaticana e nel Cancioneiro da Biblioteca Nacional noto anche come Colocci-Brancuti. Questi canzonieri risultano trascritti nel XIII e nel XVI sec., ma le poesie in essi contenute  sono, almeno in parte, senza dubbio anteriori. Accanto alle vere e proprie poesie d’amore (cantigas d'amor) in cui il trovatore esalta la donna amata, vi sono le cantigas de amigo, in cui la donna ricorda l’innamorato lontano; le cantigas  de escarnho e de maldizer, canzoni di scherno rivolte contro qualcuno in particolare (maldizer) oppure contro aspetti della società (escarnho); ed altre ancora. Si distinguono in tali generi per limpidità di stile e vivezza d’immagini João Soares de Paiva, Pai Soares de Taveirós, entrambi vissuti nel XII sec., Dom Dinis, re del Portogallo, e João Soares Coelho, i quali operarono nel XIII sec. In questo stesso secolo ed in quello successivo vi fu tutto un fiorire di scrittori, che, avendo apprezzato la letteratura bretone, giunta loro tramite la cultura francese, si diedero a farne delle rielaborazioni più o meno felici. La prosa ebbe dapprima un carattere storiografico (sono da citare in tale genere una Segunda crónica general e una Relação da vida  da rainha santa Isabel, entrambe del XIV sec.) e poi decisamente dottrinario con opere in cui si esaltano la prestanza fisica e la virtù cavalleresca e si danno consigli per ben riuscire nella caccia, nella vita di corte. Tra queste opere citiamo come particolarmente interessanti il Livro da Montaria di Dom João I, il Livro de ensinança de bem cavalgar toda a sela e il Leal conselheiro di Dom Duarte e infine il Livro da Falcoaria di Pero Menino. Come opere storiografiche, ci furono lasciate varie cronache, nella cui composizione si distinsero Fernão Lopes (ca.1380-ca. 1460) con le sue Crónica de el rei D. Pedro, Crónica de el rei D. Fernando e Crónica de el rei D. João, Gomes Eanes de Zurara (ca.1410-ca.1473) del quale ricordiamo soprattutto la Crónica dos Feitos da Guiné e Ruy de Pina (1440-1522), il quale scrisse una Crónica de D. Afonso V e una Crónica de D. Duarte.

     Il teatro, proprio come accadde presso gli altri paesi, ebbe all’inizio un carattere religioso,  ispirandosi ad episodi della vita di Cristo e dei santi.

  Periodo classico. Si intende il periodo compreso dal XVI al XVIII secolo  influenzato principalmente dalla cultura italiana. Non mancano tuttavia poeti la cui ispirazione è prettamente nazionale.                                                         

Garcia de Resende (1470-1536) riunì le liriche di poeti portoghesi dalla fine del Quattrocento al 1516 (data della sua pubblicazione) in un Cancioneiro geral, che è una delle opere più rappresentative del  XVI sec. La figura dominante di questo periodo è però lo scrittore Luís de Camões (ca.1524-1580), la cui fama è soprattutto affidata al grandioso poema Os Lusíadas (I Lusitani), esaltazione dello spirito d’avventura e del genio dell’uomo in lotta contro le avversità [Si tratta di un poema epico , in cui Camões canta le gesta del proprio popolo – simboleggiato da Vasco da Gama che scoprì il cammino marittimo per le Indie - teso alla scoperta ed alla conquista del mondo. Il poema, in ottave, abbraccia, nella sua azione effettiva, diciotto mesi di tempo, dal marzo 1498 al settembre 1499, ma espone anche la storia dei quattro secoli precedenti e vaticina quella del secolo successivo all’azione, il Cinquecento].

Altri scrittori di rilievo furono G. Pereira de Castro (1571-1632), che celebrò la fondazione di Lisbona nel poema Ulyssea; Francisco de Sá de Menezes (ca.1600-1661), che in Malaca conquistada commemorò la conquista di Malacca; Fernão Mendes Pinto (1510-1583), la cui opera Peregrinação, uscita postuma nel 1614, venne ben presto tradotta in varie lingue. L’influenza di Camões fu avvertita soprattutto da Gabriel Pereira de Castro (Os novissimos) e Manuel Tomás  (Insulina, ispiratogli dalla visione dell’isola Madeira).

     La prosa del periodo classico riecheggia in genere quelli che erano i temi comuni un poco a tutte le altre letterature europee. Bernardim Ribeiro (1482-1552), che in poesia era stato praticamente il creatore dell’egloga portoghese, diede Menina e moça, un bellissimo romanzo di ispirazione pastorale. Il secolo seguente (XVII sec.) presenta molti prosatori degni di menzione, che si occupano dei generi più diversi. Francisco Rodriguez Lôbo (1573/74-1621) arieggiò il Cortegiano nella sua Côrte na aldeia e ci ha informato delle vicende della sua vita in Desenganado. Francisco Manuel de Melo (1608-1666) offrì una rassegna critica delle lettere a partire dall’antichità fino ai suoi giorni in Hospital das Letras. Padre António Vieira (1608-1697) diede un esempio di brillante prosa oratoria nei Sermões, mentre è scrittore dallo stile freddo e controllato nel libro di profezie Clavis Prophetarum ed in altre operette di contenuto morale. 

     Il teatro vive nell’età classica il suo periodo di massimo splendore. Perso il carattere religioso, reminiscenza delle moralités e dei miracles francesi, esso si afferma vigorosamente ad opera di Gil Vicente (ca. 1460- ca. 1536), che trasse ispirazione, con risultati ugualmente brillanti, da motivi sia religiosi che sociali o di pura fantasia. Tra le sue opere più notevoli citiamo la trilogia delle Barcas (Auto da Barca do Inferno, Auto da Barca do Purgatório, Auto da Barca da Glória), la Comédia de Rubena ed il Dom Duardos. Nel secolo successivo, per quanto sia ancora molto sentita l’influenza di Gil Vicente, si affermarono le commedie giovanili di Camões (Auto de Filodemo, Auto del rei Seleuco).  Il teatro è tuttavia ancora un fatto privato, avendo le rappresentazioni luogo a corte o in case di nobili signori. A partire dal secolo XVII esso scende nelle piazze, con la conseguenza che gli autori devono adattare la loro produzione al gusto incolto e certo meno raffinato del grosso pubblico. Fu tutto un fiorire quindi di farse, commedie, operette arieggianti il gusto italiano, mentre tendevano sempre più a scomparire i drammi di cappa e spada. L’autore che ha lasciato le opere più importanti di questo periodo è Francisco Manuel de Melo, del quale ricordiamo soprattutto Auto do fidalgo aprendiz. Nel secolo XVIII si assiste ad un tentativo di rinnovamento fatto da Miguel de Figueiredo (1725-1801), che tuttavia è noto più come critico che come autore. Tra gli autori veri e propri citiamo António Dinis (1731-1799), il cui O falso eroismo è una satira in chiave comica della vita che si svolge dietro le mura dei conventi; Domingo dos Reis Quita (1728-1770),che, oltre a Megara, Astato, Hermione, Castro, tragedie tutte di scarso valore, scrisse Licore, un dramma pastorale in cui l’ambiente ed i personaggi sono descritti con estrema eleganza e purezza di stile e senza alcun compiacimento letterario.

   Per quanto riguarda la poesia, il sec. XVIII è un secolo povero di vera poesia. In genere ci si limitò a ripetere temi e metri dell’antichità classica. In questo lavoro di imitazione si distinsero Pedro António Correia Garção (1724-1771) e Domingo dos Reis Quita, i quali hanno lasciato una vastissima produzione di egloghe, epistole, odi e sonetti.

   Nel sec. XVIII la prosa perde il suo carattere più o meno narrativo per diventare, in opere di viaggiatori e missionari (soprattutto della Compagnia di Gesù), cronaca di viaggi e di esplorazioni scientifiche.

Periodo romantico. Abbraccia gli anni dal 1825 ca. al 1865. I primi sintomi della rivoluzione romantica che si andava diffondendo in tutta Europa  erano già stati avvertiti da Dona Leonor de Almeida, marchesa di Alorna (1750-1839), la quale aveva tradotto le opere di Herder, Goethe, Lamartine ed altri rappresentanti del romanticismo europeo e da Teodoro Almeida, la cui opera O feliz indipendente do mundo e da fortuna esalta la fuga dalla realtà, motivo tipico dei romantici.

 Il movimento si affermò grazie a tre grossi nomi, che da soli gli diedero lustro. João Baptista de Almeida Garrett (1799-1854) compose un vasto poema in versi sciolti, in cui con robusta ispirazione ed eleganza stilistica canta il poeta nazionale Camões. La sua ispirazione si addolcì poi, stemperandosi nel delicato lirismo di Dona Branca e Folhas caídas. Alexandre Herculano (1810-1877) compose versi traboccanti di entusiasmo giovanile, nei quali, completamente estraniato dalla immediata realtà, esalta il sentimento di giustizia, l’amor patrio ed il senso del dovere. António Feliciano de Castilho (1800-1875) si formò invece un sentimento romantico, rigidamente costretto in schemi classici. Ne deriva alla sua produzione (A Noite do Castelo, Cartas de Echo a Narciso, Primavera) un che di statico e di cristallizzato che la rende, se pure perfetta, eccessivamente astratta.

     Anche la prosa è rappresentata dagli autori già citati. Almeida Garrett fu drammaturgo e novelliere Viagens na minha terra. Herculano, facendo suo il precetto che bisogna trarre ispirazione dalla storia, compose un grandioso affresco della vita del Portogallo in História de Portugal, ma non disdegnò temi meno impegnativi, come in Lendas e Narrativas, Bobo ed altre novelle. Non possiamo ignorare infine Camilo Castelo Branco (1826-1890),  novelliere, che, dopo aver raggiunto il massimo della sua arte in Amor de Perdição, venne prima incuriosito e poi letteralmente affascinato dal realismo di Eça de Queirós.

     Il genere di minor successo del periodo romantico fu senza dubbio il teatro, al quale, dopo Garrett, si interessarono ben pochi scrittori, tra cui citiamo Costa Cascaes e Mendes Leal, che sfruttarono temi già trattati da Hugo, Musset ed altri scrittori europei.

 Periodo realistico. Va dal 1865 alla fine del secolo ed anche oltre. Prese vita come reazione al romanticismo ad opera di un gruppo di giovani che, presso l’Università di Coimbra, avevano conosciuto le opere di Baudelaire, Flaubert, Taine, Renan ed altri scrittori francesi.

Tra i poeti più autorevoli citiamo: Antero de Quental (1842-1891), considerato quasi il teorico del movimento ed i cui versi Raios de extincta luz, Primaveras românticas e Odes modernas traboccano di impegno sociale; Teófilo Braga (1843-1924), tipico esponente della filosofia positivista, autore di una raccolta di versi, Visão dos tempos, che ebbe grande successo; Gomes Leal (1848-1921), la cui opera Claridades do sul è uno dei più begli esempi di poesia realistica. Ma il realismo trovò la sua espressione  più perfetta nella prosa di Eça de Queirós (1845-1900),che nei suoi romanzi O crime do padre Amaro, O primo Basílio e Os Maias conduce l’indagine psicologica e lo studio degli ambienti con una finezza ed una maestria che lo fanno paragonare quasi a Flaubert di Madame Bovary.

     Dove invece il realismo non riesce ad imporsi è nel teatro, che continua a sviluppare i temi indicati dal romanticismo, senza perciò riuscire ad inserirsi nel contesto teatrale europeo già ricco di voci nuove ed originali.

5.      Periodo contemporaneo. La letteratura contemporanea prende le mosse dalla rivoluzione simbolista operata da Eugénio de Castro (1869-1944),che mutò il termine simbolismo in quello di "nefelibatismo" e cantò il pessimismo proprio della sua generazione in opere come Oaristos e Horas. Altro poeta simbolista che si impose all’attenzione dei critici e dei lettori fu Camilo Pessanha (1867-1926), il quale nelle sue liriche, riunite sotto il titolo di Clépsidra, raggiunse un rigore stilistico ed una semplicità d’espressione quasi perfetti.

     L'opera singolare di Pessanha riuscì a raggiungere e a influenzare poeti come Fernando Pessoa (1888-1935) e Carneiro (1890-1916). È con questi due nomi che si apre nel segno del modernismo il grande Novecento portoghese. La strada era stata segnata dal "saudosismo" nazionalista di Teixeira de Pascoais (1872-1952), che in questo movimento letterario, essenzialmente poetico, aveva inteso riassumere i caratteri definitori dell'<anima nazionale> portoghese (saudade significa nostalgia di beni perduti e speranza-desiderio di cose future). Fra i collaboratori di "A Águia", organo della saudosista "Renascença Portuguesa", oltre allo stesso Teixeira de Pasoais figurano Jaime Cortesão, storico, poeta e autore drammatico di impronta messianica, segnata da un razionale e illuminato saudasismo; Leonardo Coimbra; Antonio Lopes Vieira; e soprattutto Fernando Pessoa, una delle massime personalità della letteratura portoghese di tutti i tempi e una delle voci più significative della poesia di tutti i paesi. Il poeta che si smembrava in scrittori eteronomi, ciascuno portatore di un nome e di uno stile (Alberto Caerio, Ricardo Reis, Alvaro de Campos). La sua opera diviene il centro irraggiante di un singolare modernismo portoghese, che ha il suo cuore nella rivista "Orpheu". 

     Dopo la seconda Guerra mondiale è andato sempre più riaffermandosi il neorealismo, i cui migliori rappresentanti sono Álvaro Feijò (Os poemas, 1941), João José Cochofel (Os dias íntimos, 1950) e Mário Braga (Serranos, 1956), i quali trovano facile ispirazione in tutti gli aspetti della vita, che essi ripetono integralmente non solo nelle immagini ma anche nel linguaggio dei personaggi, riportato così come lo si parla nelle strade, nelle officine, nelle campagne, senza abbellimenti o limature stilistiche.

     Uno sguardo a parte merita il premio Nobel per la letteratura 1998 - José Saramago.