Università di Coimbra

 

Coimbra = Università, un binomio inscindibile nell’immaginario portoghese d’ogni tempo. Vanto e simbolo dell’intera nazione lusitana, la “Velha Universidade” fu istituita a Lisbona con decreto di re Dinis I (Dionigi I, altresì noto come il “re trovatore”) e con l’autorizzazione di papa Nicola IV, il 1 Marzo 1290; da allora entrò, insieme a Bologna (1088), Salamanca (1218), Oxford (XII secolo), Parigi (seconda metà XII secolo) e Napoli (1224), nel ristretto novero delle università più antiche e prestigiose d’Europa e del mondo. Trasferita definitivamente nel Palazzo Reale di Coimbra nel 1537, l’aspetto attuale si deve ai lavori di ampliamento effettuati sotto re Giovanni III nel diciottesimo secolo, quando furono realizzate le meravigliose architetture che ancora oggi si mostrano all’ammirazione dei visitatori d’ogni parte del Globo.

Coimbra, la Velha Universidade

 

Si può dire, senza tema di sbagliare, che tutta la vita cittadina di Coimbra si svolga intorno ed in funzione dell’Università. Situata nel centro storico, sulla collina più alta della città, l’intero complesso è dominato dalla torre barocca dell’orologio, soprannominata dagli studenti “a cabra”, la capra, sentinella e faro, allo stesso tempo, dell’ampio piazzale sul quale si affacciano, fra l’altre, la maestosa scalinata d’accesso agli uffici amministrativi e di rappresentanza, la “Capela de São Miguel”e la splendida Biblioteca settecentesca. Quest’ultima, voluta e fatta costruire da João V, è rinomata non solo per la ricca dotazione libraria, circa 300.000 volumi (ma nel passato ne aveva contenuto fino ad 1.500.000) e per l’arredamento realizzato con legni ed essenze pregiate provenienti dalle lontane colonie, ma anche per la presenza, al suo interno, dei pipistrelli.

Niente paura, però; a parte il fatto che, di solito, durante il giorno i pipistrelli dormono, essi svolgono una funzione importantissima nella conservazione degli antichi testi. Golosi degli insetti che tendono a nutrirsi della carta in genere, essi provvedono con saggia operazione selettiva ad eliminarli con delicatezza dai libri, contribuendo in modo considerevole al laborioso processo di manutenzione dell’intera dotazione.

 

Coimbra, “Velha Universidade”, Biblioteca Joanina,  scorci d’ interno

Un elegante e, per certi versi, sobrio portale manuelino introduce il visitatore nel ricco e composito interno della Capela de São Miguel”, realizzata da Marco Pires tra il 1517 ed il 1522. Di particolare interesse la lampada del 1597  ed il calice del 1601-2, di Simão Ferreira; notevole il pulpito di Manuel Ramos del 1684 e l’organo barocco del 1733 con le decorazioni a “cineserie” di Manuel Ferreira da Cunha, sullo sfondo di pareti ad azulejos e soffitti a fresco con motivi floreali.

 

 

Capela de São Miguel,

lampada votiva

Capela de São Miguel,

portale d’accesso

 

Capela de São Miguel,

organo

Degna di menzione, all’interno dell’edificio di rappresentanza, la fastosa “Sala dos Capelos”, l’antica anticamera della Sala del Trono del Paço Real, il Palazzo Reale di Coimbra, realizzata nel XVII secolo da Antònio Tavares, dove, in presenza dei decani in emellino e secondo un antichissimo cerimoniale, si discutevano le tesi di laurea. Un caratteristico soffitto a volta di legno a cassettoni, dipinto a motivi “grotteschi”, dà respiro, ad una sala rettangolare dalle pareti rosso pompeiano che fa da sfondo ai ritratti dei re. Alla base, un alto “tapete” di azulejos  bianco-azzurro crea il giusto contrasto per il legno scuro dell’arredamento.

 

 
“Sala dos Capelos”
 

L’università di Coimbra custodisce gelosamente le proprie tradizioni; a parte ininfluenti modifiche di carattere logistico, tutte le attività sono scandite da antichi rituali, alcuni risalenti addirittura al Medio Evo. Gli studenti, per cominciare, maschi e femmine, indossano ancora con orgoglio, durante le cerimonie accademiche e nei giorni del festival studentesco, che si svolge dal 1 al 15 Maggio, cappe e mantelli neri, simbolo di distinzione e d’appartenenza al prestigioso ateneo. Antica usanza per le matricole, bonariamente additate col curioso epiteto di “cornuti”, l’obbligo di scegliersi un padrino o una madrina e recarsi al passeggio cittadino con un barattolo legato alla caviglia, norma sostituita, all’inizio del secondo anno, dalla testa fasciata con bende imbrattate col mercurocròmo per mostrare la perdita, per resezione, delle cheratiniche appendici frontali dell’anno precedente.

 

Tradizionale pure la manifestazione prettamente goliardica della “Queima das fitas”, la festa del penultimo anno di studi, quando viene bruciato il nastrino colorato che ogni studente reca all’occhiello, segno distintivo della facoltà prescelta. Solo all’inizio dell’ultimo anno accademico ciascuno studente incolla sulla propria cartella quattro nuovi nastri che il giorno della laurea donerà rispettivamente ad un docente, ad un collega, ad un amico e l’ultimo all’amato bene.

 

Caratteristica sulla facciata di alcune case, nei pressi della città universitaria, la presenza di strane decorazioni o l’esposizione di bandiere con simboli decisamente stravaganti: si tratta delle REPUBLICAS, ovvero della condivisione dell’alloggio effettuata per motivi economici dagli studenti fuori sede, con un capo democraticamente eletto di volta in volta a rappresentare e gestire la minuscola comunità.

 

Gli studenti di Coimbra sono rimasti fedeli alle serenate al suono della chitarra, ma anche di altri strumenti, agli amori giovanili per le tricane, le belle figlie del popolo, sul filo dell’illustre precedente di Camões. Gruppi affiatati, si esibiscono volentieri nelle feste della tradizione; il rinomato coro studentesco è famoso e miete allori ben oltre i confini dell’Ateneo e di Coimbra.

 

 

Fin qui la tradizione. Il progresso, però, non vive di  tradizione; poco distante dalla “Velha Universidade”, difatti, la nuova Università, con moderne strutture e laboratori attrezzati, perpetua la fama di Coimbra nel panorama culturale del Portogallo. [F. C.]